Per i lettori di Outdoor Ferrino ecco un altro emozionante racconto di Carlo Mamberto, il nostro amico esperto di viaggi ai confini del mondo e di turismo sociale. Questa volta ci parla del Mustang, il cosiddetto 'regno proibito' nel cuore del Nepal.
"Il viaggio, avvenuto nel mese di Aprile 2011, è stato per me la 'spedizione dell'anno'! Un'esperienza incredibile, una settimana di trekking per arrivare fino alla capitale Lo Mantang, dove risiede il Re, e la discesa di tutto il letto del fiume Kaligandaki a bordo di un camion fra strade tortuose e insidiose. Una vera avventura che ci ha permesso di visitare alcuni luoghi dove normalmente gli stranieri non possono andare.
A Lo Mantang abbiamo conosciuto un Lama che ci ha spiegato gli effetti devastanti dell'occidentalizzazione che sta interessando i giovani del luogo. Una spedizione davvero interessante e toccante, soprattutto perché abbiamo conosciuto molte persone che hanno lottato tutta la vita per i loro ideali. E tuttora lo fanno!
La storia di questo territorio mi ha affascinato tantissimo. Il Mustang, seppur geograficamente parte del Tibet, appartiene politicamente al Nepal e non alla Cina (cui invece appartiene il Tibet). Questa splendida regione è stata l'unica che, grazie ai suoi guerrieri Kampa, è riuscita a respingere l'esercito cinese conquistatore.
Di fatto, il Mustang rappresenta il Tibet sopravvissuto. Ancora oggi infatti le famiglie locali e soprattutto i Lama dei monasteri cercano di mantenere vive le tradizioni tibetane in tutto e per tutto. Il Tibet invece, che ormai fa parte della Cina, sta perdendo sempre più le sue tradizioni, a causa del dominio cinese che sta dando un'impronta autoritaria a quella regione che una volta era la roccaforte del Dalai Lama e di tanti altri Lama.
Qualcuno l'ha definito Shangri-la, il paradiso, come il famosissimo scrittore e giornalista Tiziano Terzani che l'ha tanto amato. Ancora oggi il Mustang vive di propria autonomia, di proprie leggi e di proprie tradizioni. Il Re, ormai 90 enne, decide per il popolo e, fino a pochi anni fa, riceveva di persona ogni straniero entrante nel suo 'regno'.
Oggi il governo Nepalese rilascia solo 1.000 permessi all'anno per gli stranieri, permettendo a questo luogo di conservare le sue specificità e caratteristiche, proprio perché non ancora invaso dai turisti. Ad agosto ripeteremo l'esperienza in questo paradiso a 4000 metri d'altezza".